Nella meravigliosa cornice di Bari si è appena concluso, sabato scorso (17 maggio 2025), il seminario organizzato dal Centro Studi Procedure Esecutive e Concorsuali CeSPEC “Profili civili e penali della crisi d’impresa” una bussola preziosa per orientarsi nel complesso e spesso doloroso territorio della crisi d’impresa.

Due giorni di riflessione intensa, dove le categorie del diritto civile e penale si sono intrecciate, svelando la fragilità del nostro tessuto economico e le responsabilità che ne conseguono. Nella sessione dedicata a un nodo cruciale – il delicato equilibrio tra le misure interdittive e il controllo giudiziario – l’intervento di Giovanni Mottura ha rimarcato l’importanza di un’analisi rigorosa e di un dibattito sereno per navigare in queste acque agitate. In un contesto sapientemente moderato dalla Presidente della Sezione Misure di Prevenzione di Bari, Giulia Romanazzi, e arricchito dalle prospettive del Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roja e del Prefetto Raffaele Ruberto, l’intervento di Giovanni Mottura è stato un piccolo, ma significativo, tassello in questa direzione.
Certo, la crisi d’impresa resta una ferita aperta, un sintomo di un’economia fragile e di un sistema che a volte fatica a trovare le risposte giuste. Ma iniziative come quella di Bari ci ricordano che esiste ancora una classe dirigente – fatta di magistrati, avvocati, funzionari – che non si rassegna alla retorica e che cerca, nel paziente confronto delle idee, la strada per affrontare i problemi, senza sconti, ma anche senza la tentazione di facili giustizialismi.






L’eco di questo seminario barese risuona come un monito e una speranza: la crisi d’impresa non è solo un fatto economico, ma un crocevia di destini umani e di responsabilità giuridiche. Un plauso, dunque, agli organizzatori, al Procuratore Rossi, al Professor Chionna e alla Giudice Cesaroni, per aver creato questo spazio di confronto autentico. Perché in un Paese dove spesso si preferisce alzare muri anziché costruire ponti, assistere a un dialogo costruttivo tra chi è chiamato a giudicare e chi è chiamato a prevenire è una notizia che merita di essere sottolineata. Un ringraziamento va anche a tutti coloro che hanno partecipato, contribuendo a fare di questo appuntamento un momento di autentica crescita intellettuale.
